25 luglio 2011

Alla cortese attenzione dell'Istituto Italiano di Cultura

Alessio Maria Camarda [alessiomaria@hotmail.it]
Inviato: sabato 23 luglio 2011 15.31
A: Istituto Italiano di Cultura in Norvegia Oslo

Con viva preghiera di diffusione

Salve,
vi scrivo accoratamente, senza quasi riflettere sulla tempesta di sentimenti, pensieri e paure che affollano la mia mente.

Sono stato a Oslo circa tre settimane fa, innamorandomi del vostro paese, della vostra cultura, della vostra gente. Ho salutato la Norvegia con profonda tristezza e con il desiderio e la ferma volontà di tornare presto nel paese che il mio animo aveva eletto. Sono italiano e vivo a Palermo, in Sicilia, ma anche se con enormi differenze e distanze geografiche io sento la Norvegia come casa mia, quella casa che si sceglie senza badare a blande o vili questioni mentali, ma quella che, travalicando i confini della nostra umana comprensione è essa stessa a sceglierci, a stringerci in un abbraccio di colori, parole, sguardi o semplicemente di quella poesia che sgorga, appena accennata, dalle piccole cose.

Non riesco a trattenere le lacrime, scrivendovi con la libertà che mi da la mia lingua madre, dopo aver arrancato goffamente in una scarna ma sentita e-mail in inglese inviata a musei e ristoranti di Oslo. Tutto con il desiderio di farvi sapere quanto io vi possa essere vicino e possa soffrire per la tragedia che nelle ultime ore si è abbattuta come un lupo famelico si abbatte nell’incanto di una fiaba. Posso ancora sentire sotto i miei piedi l’asfalto delle strade e credere, pensare di poter essere stato anche io li, in quei terribili momenti.

So che questa mia lettera non riporterà in vita i morti, che non restituirà mai i figli alle loro madri, che non riunirà famiglie sfregiate dall’arroganza di un piccolo, misero, folle essere umano, ma spero, desidero e credo che tutto l'amore, la riconoscenza, l'affetto e la vicinanza di un giovane ragazzo italiano possa farvi capire che non siete soli. Tanti prima di me hanno scritto che l’amore è un linguaggio universale che supera ogni ostacolo: ecco, io vi offro questo, con un malinconico sorriso, con la goffaggine di chi non riesce a riordinare i pensieri tanto è il trasporto.

Se io potessi verrei li, mi mischierei alle gente, offrirei le mie braccia, le mie lacrime, ogni istante del mio respiro…

Vi voglio bene, grande Norvegia, vi voglio bene con tutto il mio cuore. Rialzate la vostra testa, non chinate lo sguardo e guardate con l'orgoglio e la dignità del vostro popolo al futuro.

Con tutto l'affetto e l’amore che provo,
Alessio Maria Camarda