04 ottobre 2011

LA "VERGINE MADRE" A OSLO: PALCO NORVEGESE PER IL DANTE DI LUCILLA GIAGNONI

OSLO\ aise\ 3 ottobre 2011 - La Divina Commedia riscalda l'autunno norvegese: in questo mese di ottobre, l'Istituto Italiano di Cultura ad Oslo porta al Nordic Black Theatre della città lo spettacolo "Vergine Madre", piece teatrale ispirata al capolavoro dantesco, scritta e interpretata dall'attrice toscana Lucilla Giagnoni.

L'opera, un intenso monologo femminile, indaga su alcuni aspetti dell'esistenza umana ispirandosi ai più celebri canti della Commedia di Dante: dal viaggio, raccontato con i versi del primo canto dell'Inferno, alla condizione della donna e dell'uomo (Francesca da Rimini e Ulisse, rispettivamente V e XXVI canto dell'Inferno), per arrivare alla madre, la "Vergine Madre" dell'ultimo canto del Paradiso, che dà il titolo all'opera.

Il monologo alterna i versi del poeta a racconti, spiegazioni e osservazioni ironiche dell'attrice, conducendo lo spettatore in un immaginario percorso taumaturgico.

L'opera, che andrà in scena il 12 ottobre, è stata trasmessa nel 2007 su Rai Due Palcoscenico, vincendo nello stesso anno il Premio Persefone alla drammaturgia. (aise)

25 luglio 2011

Norvegia sotto shock

Tutto il Paese si è fermato oggi per un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Udienza a porte chiuse; l'ira della folla contro il presunto mostro che rivela: "Con me ad Oslo altre due cellule".

Radio Colonia, 25 luglio 2011

Si è tenuta a porte chiuse l'udienza preliminare per la carcerazione preventiva di Anders Behring Breivik, il presunto autore delle stragi di Oslo ed Utoya. Il tribunale della capitale norvegese ha preso la sua decisione per motivi di sicurezza. Ad accogliere Breivik c'era una folla inferocita che ha cercato di bloccare l'automobile che lo trasportava. Nel corso dell'udienza, durata meno di un'ora, Breivik ha confermato davanti al giudice di aver commesso i due attentati ed ha anche rivelato che altre persone avrebbero agito con lui. La Norvegia intera si è fermata oggi per un minuto di silenzio a mezzogiorno in punto per onorare i morti della duplice strage di venerdì scorso. Abbiamo parlato della tragedia che ha sconvolto la Norvegia con Sergio Scapin, direttore dell'Istituto italiano di cultura di Oslo.

Ascolta l’intervista a Sergio Scapin

Lutto in Norvegia, tutta l'Europa s'interroga

Qui di seguito il link al programma "Tutta la città ne parla" andato in onda su RaiRadio3, alle ore 10.00 di lunedì 25 luglio 2011:

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-9d90efd7-7cbd-4ee7-b6e9-c99232078364.html?refresh_ce

Gli ospiti di oggi:

Sergio Scapin, direttore dell’Istituto di cultura italiano di Oslo

Piero Amerio, insegna Psicologia sociale e Psicologia di comunita’ all’ Universita’ di Torino, e’ autore di Problemi umani in comunita’ di massa. Una psicologia tra clinica e politica (Einaudi)

Giuseppe Scaliati politologo, ha scritto La destra eversiva in Europa (Bonanno, 2008)

Thomas Enger, scrittore norvegese, autore di Morte apparente (Iperborea, 2011)


Ascolta l'intervista agli ospiti della trasmissione

Alla cortese attenzione dell'Istituto Italiano di Cultura

Alessio Maria Camarda [alessiomaria@hotmail.it]
Inviato: sabato 23 luglio 2011 15.31
A: Istituto Italiano di Cultura in Norvegia Oslo

Con viva preghiera di diffusione

Salve,
vi scrivo accoratamente, senza quasi riflettere sulla tempesta di sentimenti, pensieri e paure che affollano la mia mente.

Sono stato a Oslo circa tre settimane fa, innamorandomi del vostro paese, della vostra cultura, della vostra gente. Ho salutato la Norvegia con profonda tristezza e con il desiderio e la ferma volontà di tornare presto nel paese che il mio animo aveva eletto. Sono italiano e vivo a Palermo, in Sicilia, ma anche se con enormi differenze e distanze geografiche io sento la Norvegia come casa mia, quella casa che si sceglie senza badare a blande o vili questioni mentali, ma quella che, travalicando i confini della nostra umana comprensione è essa stessa a sceglierci, a stringerci in un abbraccio di colori, parole, sguardi o semplicemente di quella poesia che sgorga, appena accennata, dalle piccole cose.

Non riesco a trattenere le lacrime, scrivendovi con la libertà che mi da la mia lingua madre, dopo aver arrancato goffamente in una scarna ma sentita e-mail in inglese inviata a musei e ristoranti di Oslo. Tutto con il desiderio di farvi sapere quanto io vi possa essere vicino e possa soffrire per la tragedia che nelle ultime ore si è abbattuta come un lupo famelico si abbatte nell’incanto di una fiaba. Posso ancora sentire sotto i miei piedi l’asfalto delle strade e credere, pensare di poter essere stato anche io li, in quei terribili momenti.

So che questa mia lettera non riporterà in vita i morti, che non restituirà mai i figli alle loro madri, che non riunirà famiglie sfregiate dall’arroganza di un piccolo, misero, folle essere umano, ma spero, desidero e credo che tutto l'amore, la riconoscenza, l'affetto e la vicinanza di un giovane ragazzo italiano possa farvi capire che non siete soli. Tanti prima di me hanno scritto che l’amore è un linguaggio universale che supera ogni ostacolo: ecco, io vi offro questo, con un malinconico sorriso, con la goffaggine di chi non riesce a riordinare i pensieri tanto è il trasporto.

Se io potessi verrei li, mi mischierei alle gente, offrirei le mie braccia, le mie lacrime, ogni istante del mio respiro…

Vi voglio bene, grande Norvegia, vi voglio bene con tutto il mio cuore. Rialzate la vostra testa, non chinate lo sguardo e guardate con l'orgoglio e la dignità del vostro popolo al futuro.

Con tutto l'affetto e l’amore che provo,
Alessio Maria Camarda

24 luglio 2011

L'apocalisse dell'odio

"Terrorismo da disperazione. La Norvegia non cambierà"
L'ambasciatore italiano Bandini: "Un Paese attonito"

Intervista all'Ambasciatore d'Italia in Norvegia, Antonio Bandini, sulla strage a Oslo, pubblicata da La Nazione, Resto del Carlino e Il Giorno in data 24 luglio 2011.

Per leggere l'articolo cliccare qui.

22 luglio 2011

LA 'VERGINE MADRE' A OSLO, PALCO NORVEGESE PER DANTE

AGI) - Oslo, 21 lug. - La Divina Commedia riscalda l'autunno norvegese: il prossimo ottobre, l'Istituto italiano di cultura a Oslo porta al Nordic Black Theatre della citta' lo spettacolo "Vergine Madre", piece teatrale ispirata al capolavoro dantesco, scritta e interpretata dall'attrice toscana Lucilla Giagnoni. L'opera, un intenso monologo femminile, indaga su alcuni aspetti dell'esistenza umana ispirandosi ai piu' celebri canti della Commedia di Dante: dal viaggio, raccontato con i versi del primo canto dell'Inferno, alla condizione della donna e dell'uomo (Francesca da Rimini e Ulisse, rispettivamente V e XXVI canto dell'Inferno), per arrivare alla madre, la "Vergine Madre" dell'ultimo canto del Paradiso, che da' il titolo all'opera. Il soliloquio alterna i versi del poeta a racconti, spiegazioni e osservazioni ironiche dell'attrice, conducendo lo spettatore in un immaginario percorso taumaturgico. L'opera, che andra' in scena il 12 ottobre, e' stata trasmessa nel 2007 su Rai Due Palcoscenico, vincendo nello stesso anno il Premio Persefone alla drammaturgia. (AGI) .

13 luglio 2011

GIOVANI SCULTORI ITALIANI PROTAGONISTI IN NORVEGIA


AGI, 13:15 12 LUG 2011

(VELINO) Roma, 12 lug. - Giovani scultori italiani protagonisti in Norvegia. Si e' appena conclusa la settima edizione del simposio internazionale di scultura nella Vognhalle di Os, a cui hanno partecipato cinque artisti italiani: Simona Bocchi, Fabio Rebora, Simonetta Baldini, Tony Casanelli e il siro-italiano Boutros Romhein. L'iniziativa, nata nel 1999, si tiene in estate con cadenza biennale. Fondatore e' lo scultore locale Arne Maeland, un'autorita' in Norvegia nell'ambito della lavorazione del bronzo. La peculiarita' del simposio e' che ha una vocazione popolare: il pubblico puo' osservare gli scultori all'opera sotto la tettoia della Vognhalle, collocata al centro della cittadina norvegese, e seguire direttamente in tutte le sue fasi la trasformazione dei blocchi di marmo in sculture.
Gli artisti, inoltre, durante la settimana della kermesse, alloggiano presso famiglie locali. Anche l'istituto italiano di cultura (Iic) e la nostra ambasciata a Oslo hanno sostenuto l'evento, organizzando la presenza dei cinque artisti italiani.
E in particolare di Simona Bocchi, testimonial dell'iniziativa, che ha prestato il volto per la copertina delle brochures. Ha partecipato al simposio per la terza volta e la sua scultura "We are one" (realizzata per la scorsa edizione) e' stata collocata permanentemente sul promontorio norvegese di Skjerjehamn (30 chilometri a nord di Bergen), accanto alla monumentale statua del monarca Olav V. Simona Bocchi da cinque anni vive ed opera in India. Recentemente e' uscito un catalogo a cura della casa editrice Archana, con una prefazione dell'ambasciatore d'Italia a New Delhi, Giacomo Sanfelice di Monteforte. vel .

01 luglio 2011

Oslo Italian Festival 2011

27 giugno 2011

Bedrageriets anatomi

Et overflødighetshorn fra Italias intellektuelle opplysningsvulkan

Anmeldelse av Umberto Ecos "Gravlunden i Praha"
ved Jon Rognlien

Dagbladet, 26.06.2011

http://www.dagbladet.no/2011/06/26/kultur/litteratur/anmeldelser/litteraturanmeldelser/bok/17045379/

23 giugno 2011

Fra "Greven" til Ibsen

Italienske Giuliano d'Amico (30) fikk ørene opp for det norske språket takket være Black Metal. Nå har han tatt doktorgrad i hvordan italienerne gjorde Ibsens teater om til lette komedier.

Dagbladet, torsdag 23. juni 2011

Tekst: Rakel Benon

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15 giugno 2011

IIC OSLO - QUANDO MAZZINI SUONAVA LA CHITARRA …


Concerto a cura del Maestro Marco Battaglia

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Tra le numerose iniziative promosse dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si terrà mercoledì 8 giugno 2011, presso la suggestiva chiesa medievale Gamle Aker Kirke di Oslo, un concerto per chitarra classica a cura del Maestro Marco Battaglia. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Ufficio ICE di Oslo.

Marco Battaglia, chitarrista specializzato nel repertorio dell’Ottocento classico e romantico, si esibirà suonando una chitarra del 1811 appartenuta al patriota italiano Giuseppe Mazzini, ed ora di sua proprietà. Il programma musicale prevede l’esecuzione di alcuni brani di illustri chitarristi ed operisti del XIX secolo, citati nell’Epistolario e nel saggio Filosofia della musica (1836) di Giuseppe Mazzini. Non è noto a molti infatti che Mazzini, una delle maggiori personalità del Risorgimento italiano, fosse appassionato cultore della musica e della chitarra. Testimonianze eloquenti in tal senso sono le numerose lettere che scrisse alla madre dai suoi esilii in Svizzera e a Londra chiedendo spartiti musicali.

Il concertò si aprirà con la musica dell’illustre compositore italiano Niccolò Paganini (1782-1840); a seguire saranno proposti alcuni brani di Mauro Giuliani(1781-1829), Giulio Regondi (1822-1872), Johann Kaspar Mertz (1806-1856) e Luigi Rinaldo Legnani (1790-1877).

Marco Battaglia, formatosi all’Accademia Internazionale della Musica di Milano e diplomatosi in Conservatorio, svolge dal 1994 un’intensa attività come concertista e conferenziere. Si è esibito in numerosi concerti e masterclass presso prestigiose istituzioni all’estero ed importanti sedi, rassegne e festival in Italia. Dal 2008 fonda e cura la direzione artistica dell’800MusicaFestival e dell’omonimo Ensemble.

28 febbraio 2011

Luigi di Ruscio, tanti poeti dentro uno solo


IL RICORDO. Mercoledì 23 febbraio si è spenta una delle voci più potenti e originali del panorama letterario italiano. Più di 50 anni trascorsi nell’estremo Nord Europa.

Articolo di Mauro Francesco Minervino

Luigi di Ruscio is dead. The 23 of february 2011 at 4:00 AM. Un’email aperta troppo tardi. Partita dallo stesso indirizzo di posta elettronica che era di Luigi, da vivo. L’ho letta che era pomeriggio. È firmata dal figlio, Adrian. Nient’altro. Cosa c’entrava con la letteratura italiana un operaio? Uno che lavorava in una fabbrica di chiodi, a Oslo, in Norvegia? Luigi Di Ruscio, classe 1930, era un poeta italiano. Una voce vera, potente e originale come poche altre. Poeta autodidatta nell’Italia del dopoguerra, muratore disoccupato e militante di base nel Pci di Palmiro Togliatti, poi emigrante in Norvegia.

Di Ruscio è stato molti uomini insieme. Molti poeti dentro uno. Lo hanno chiamato poeta operaio. Definizione senza dubbio riduttiva. Ha vissuto, ha scritto ed è morto altrove, lontano. Più di 50 anni trascorsi nell’estremo Nord d’Europa. È vissuto in Norvegia dal 1957, quasi ininterrottamente, fino al giorno che è morto. C’era arrivato da Fermo, città delle Marche dove era nato. La scelta di emigrare dopo i primi stenti, le frustrazioni e le lotte sociali del dopoguerra. La civile e fredda Scandinavia, meglio dell’angustia bigotta e disperata di certa provincia italiana anni ‘50.

Viveva a Oslo. Una moglie, una famiglia e una vita in quel paese. Di Ruscio principia tutto sfondando confini, frequentando gli antipodi. «Io amo la Norvegia e anche mia moglie nordica, in Italia non avevo mai capito bene che vivevo in un pianeta, tanto ero immerso nel mio specifico», aveva scritto. In Norvegia Di Ruscio era rimasto per conquistarsi una soglia di vita minima, uno status umano definitivo. Sposa Mary Sandberg. Hanno quattro figli e vivono in una piccola casa popolare. La sua vita non sarà mai quella del poeta o del letterato. È quella anonima del lavoratore salariato, del metalmeccanico nella grande fabbrica metallurgica.

Già le sue prime poesie dicono di una fatica senza rimedio, di un mondo operaio segregato e dolente. La condizione marginale invece che affievolirlo col tempo ha acuminato il suo sguardo. Libri, vita di fabbrica e passione politica, tutt’uno con lo spirito sovversivo e fluviale. La sua lingua quotidiana era per forza di cose il norvegese. Ma la sua poesia e la sua lingua ciancicata e fantasiosa rifluivano ampie da una mescola di italiano ultracolto e sgrammaticato, impastato alle fonte mai inaridita del dialetto di casa. Le sue Marche e l’Italia del dopoguerra restavano coinvolte in ogni parola, indimenticate. A lui si deve una lingua d’invenzione, un bolo continuamente rianimato e rimasticato a memoria, nel vantaggio dialettico e straniato della distanza.

Parole di una poesia dura e vera, ironica e sacrale, da grande eresiarca medievale. L’italiano lo riservava alla poesia, prodotta a ondate inarrestabili nell’arco di decenni, nelle ore rubate al sonno e dopo la fatica del lavoro. Un lavoro di fatica che stritolava muscoli e nervi. Nervi che dopo restavano scoperti di rabbia, medicati di poesia. Sfruttamento che però Di Ruscio non ha mai isterilito nell’odio.

Nella sua poesia c’è spazio per l’epica del lavoro (l’alienazione primitiva di una fabbrica di chiodi), un sentimento religioso kantiano e mangiapreti, un’antica e robusta fame di giustizia che si manifesta in invettiva rauca e copiosa. Di Ruscio è stato il poeta ruzzante di un corpo mai separato dall’anima e della quotidianità. La sua ostinazione etico-politica, il suo comunismo poetico, unito alla sua olimpica trascuratezza per le strategie letterarie, hanno fatto il resto.

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02 febbraio 2011

L'arte di Cagol sfiora il Polo Nord


Video e installazioni nella Norvegia artica

Trentino, 2 febbraio 2011
L'artista trentino Stefano Cagol, impegnato nella realizzazione del monumento che caratterizzerà la nuova rotatoria A22 di Trento sud, è stato invitato in Norvegia oltre il Circolo polare artico per realizzare un importante progetto artistico, tanto che proprio oggi ad officiare l'inaugurazione sarà la regina Sonja di Norvegia in persona, alla presenza del ministro degli Affari esteri norvegese e dell'ambasciatore italiano a Oslo Antonio Bandini e sua moglie. Parterre reale quindi per dare inizio a un anno nuovo che vedrà l'artista nei prossimi mesi protagonista in prima persona anche a New York, a Roma e a Venezia. Nell'estremo nord della Norvegia, a Kirkenes, Cagol ritorna dopo una permanenza iniziata lo scorso novembre per realizzare nuove opere video e preparare un progetto installativo. Nella regione artica di Barents, al confine con la Russia, si è spinto ai confini con le distese di neve, con la natura, con l'avanzare della marea, col calare della luce solare, col soffiare delle tempeste ghiacciate per realizzare una serie di opere video dal titolo "Evoke Provoke (the border)", evocare e provocare il confine. Nel corso di febbraio questi video saranno parte del Barents Spektakel, il festival più importante del nord della Norvegia, mentre la cittadina sarà invasa da una sua installazione site-specific: sedici bandiere marcate con termini legati all'idea di confine nelle tre lingue del luogo, la lingua ufficiale norvegese, il russo parlato da gran parte della popolazione di lavoratori immigrati e pendolari del confine, e il tradizionale saami della minoranza etnica lappone. Dopo la cerimonia d'apertura in Norvegia, Cagol si sposterà a New York, dove inaugurerà la sua seconda mostra personale americana. Si terrà a partire dal 17 febbraio nella galleria Priska C. Juschka Fine Art nel quartiere di Chelsea. Sarà poi in un'altra capitale, questa volta italiana, la tappa successiva: una mostra personale a Roma da Oredaria Arti Contemporanee a partire da maggio. Sarà quindi il momento dell'evento più importante per l'arte internazionale: la Biennale di Venezia. In questa cornice e in una sede d'eccezione l'artista trentino sarà protagonista con una mostra personale a partire da giugno per sei mesi.

17 gennaio 2011

L’Istituto di Norvegia in Roma

A cura di Raffaella Ansuini, Giulia Vicerè

Quotidiano arte.it, 17 maggio 2011

La storia e l’attività

L’Istituto di Norvegia in Roma, che ha sede a pochi passi dal Gianicolo, nell’elegante viale Trenta Aprile, nasce nel lontano 13 febbraio 1959, quando l’Università di Oslo decise formalmente di fondare un Istituto di Norvegia a Roma nell’ambito dell’Università, con lo scopo di promuovere studi e ricerche umanistiche nel campo della cultura e dell’arte nell’area mediterranea.
L’atto di fondazione, cinquant’anni fa, fu reso possibile grazie allo sforzo congiunto, negli anni, di studiosi norvegesi e artisti già attivi a Roma e con familiarità con altri istituti e accademie straniere nella città; di rappresentanti di istituzioni culturali e pubbliche in Norvegia, e infine, grazie alla disponibilità di figure principali del commercio e dell’industria norvegesi, i quali hanno contribuito a garantirne il necessario sostegno finanziario. Ciò ha permesso, nel 1961, l’acquisto dell’attuale proprietà, collocata in una magnifica posizione con vista panoramica della città. Figura di spessore e senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile, è quella del professore Hans Peter L’Orange, primo direttore dell’Istituto, assistito da Hjalmar Torp e da Per Jonas Nordhagen, suoi immediati successori come direttori.
Oggi, ad illustrarci la splendida sede e a parlarci dell’attività dell’Istituto di Norvegia in Roma, è la direttrice, la professoressa Turid Karlsen Seim. Ci sottolinea che l’Istituto è parte della Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Oslo e opera in stretto contatto con altre Università norvegesi. L’Istituto costituisce anche un punto di incontro fra istituzioni accademiche norvegesi, italiane e straniere attive in Italia. Si è specializzato in studi e ricerche di archeologia classica e storia dell’arte italiana. I risultati di tali ricerche vengono pubblicati negli atti dell’Istituto (Acta ad archaelogiam et artium historiam pertinentia). L’Istituto, inoltre, svolge attività di insegnamento, a cura di studiosi norvegesi e internazionali, e di ricerca, sempre nel campo dell’archeologia classica, della storia dell’arte, della storia, della religione e della cultura dei Paesi della regione mediterranea, sostenendo progetti di ricerca sia individuali sia realizzati sotto il patrocinio dell’Istituto, che possono essere organizzati con altre istituzioni italiane o norvegesi. Le principali attività svolte riguardano corsi e seminari per studenti universitari norvegesi di tutti i livelli, corsi e lezioni per gruppi norvegesi in viaggio di studio, conferenze e seminari.
Cuore pulsante dell’Istituto è la biblioteca che possiede un patrimonio librario che riguarda archeologia classica e storia dell’arte italiana fino al XVII secolo: particolare attenzione è dedicata allo studio della chiesa cristiana primitiva e all’arte della tarda antichità e del primo Medioevo. La biblioteca è parte dell’Unione Romana Biblioteche Scientifiche (URBS), rete costituita da 12 biblioteche di Istituti e Accademie di ricerca di diversi Paesi: Austria, Danimarca, Finlandia, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Spagna, Stati Uniti, Olanda, Svezia, Svizzera e Italia. L’obiettivo della rete, il cui patrimonio librario è prevalentemente orientato verso le discipline umanistiche, è quello di fornire alla propria utenza un catalogo coordinato collettivo.

10 gennaio 2011

Inaugurazione del Museo della Vespa ad Oslo


Il Museo si trova nell’area di Gamle Fornebu, ex aeroporto di Oslo

Da EsteriCult, 10 gennaio 2011

Domenica 9 gennaio è stato inaugurato nell’area di Gamle Fornebu, ex aeroporto di Oslo, il Museo della Vespa (Vespa-museet), primo ed unico museo in Scandinavia totalmente dedicato al popolare scooter della Piaggio.

Il Museo è nato per iniziativa di Tom Arheim e di altri 4 collezionisti norvegesi, che insieme hanno una collezione di ben 26 modelli della Vespa.

All’inaugurazione hanno preso parte su invito una settantina di persone, molti gli esponenti dei media e gli importatori locali. Ospiti d’onore l’assessore alla cultura del comune di Bærum (circoscrizione nel cui territorio è ospitato il Museo), Sig.ra Trine Bendixen, e l’addetto culturale dell’Ambasciata d’Italia, Dott. Sergio Scapin.

La Vespa godette di grande popolarità in Norvegia soprattutto negli anni ’50. All’epoca e fino agli inizi degli anni ’60 per acquistare un’autovettura occorreva un permesso particolare delle autorità a causa di un rigido contingentamento delle importazioni delle automobili mentre era più semplice ed economico acquistare la due ruote. La Vespa divenne presto uno dei più importanti mezzi di locomozione delle famiglie norvegesi negli anni ’50 (le prime Vespa furono importate nel 1952) e favorì la motorizzazione di massa in Norvegia. Negli anni ‘60 le guide turistiche della capitale norvegese erano avvenenti ragazze alla guida di una Vespa che “scortavano” le autovetture degli stranieri in visita alle attrazioni della città.
Nel Museo, che ospita numerosi modelli della Vespa oltre alla prima registrata in Norvegia, si possono ammirare foto originali d’epoca e interessanti filmati che testimoniano la popolarità e il successo che lo scooter italiano ha riscosso negli anni nel Paese Scandinavo.

L’inaugurazione è stata aperta da un indirizzo di benvenuto del collezionista Tor Arheim e dal saluto dell’assessore alla Cultura Trine Bendixen, che ha sottolineato come la Vespa rappresenti un momento particolarmente significativo nella storia della cultura norvegese.

Il Museo ad ingresso libero sarà aperto ogni domenica dalle ore 13:00 alle 16:00.

Qui di seguito un link al Museo della Vespa ad Oslo: www.vespa-museum.no/ e ad un articolo sulla stampa locale: www.budstikka.no/nyheter/vespa-museum-apnet-1.5943894

05 gennaio 2011

2010: 20 ANNI DI ACCADEMIA DELLA CUCINA AD OSLO


IL PRESIDENTE BALLARINI IN VISITA AD OSLO

Articolo pubblicato dal mensile "Civiltà della tavola" dell'Accademia Italiana della Cucina (n.221, novembre 2010).

Pre leggere l'articolo, cliccare qui

15 settembre 2010

Oslo, now a familiar city


Views and News from Norway, August 24, 2010

EXPATRIATE MUSINGS

An occasional column by foreigners living and working in Oslo, this one by new college graduate Martina Scapin, the daughter of an Italian diplomat who was born in Oslo but didn’t return until last summer. She’s been back this summer, too.

And so we meet again, Oslo.

At the beginning of this year, I shared my experiences working at a souvenir shop during the summer of 2009. Now I am back, interning at a foreign policy research institute, where I am assisting on an exciting project in the international politics department. As a recent politics graduate from the UK, this is exactly the sort of thing I need to experience in order to see what the real world of international relations is all about.

Norway has always been heavily involved in international affairs, and the people I have met here are no exception. Most have travelled far and wide, living in the most conflict-stricken countries in our world, implementing strategies that help secure those most vulnerable to attack. When they eventually come back north, they continue to build on their expertise, so as to then venture off again, to do their little bit of good in this world.

I can definitely say that I like this place. I feel quite at home in this little alcove filled with political scientists. Everyone is different and interesting, the projects they work on are complex and multi-faceted, and the fact that I have the opportunity to lend my share during these two months is both intimidating and exciting. After almost a month here, I look forward to diving deeper into this world of research, to keep learning how this crazy world of ours works, and to hopefully come out of it all unscarred.

When I am not in the office doing my research, I bike. As soon as I arrived in Oslo in late July I knew I would want to try out those new city bikes my parents were always gushing about. So after I received my card, the bike became my feet.

On one of those rare but beautiful sunny days, there is nothing better to do than to take your Oslo city bike for a ride. One of my favourite routes, which coincidentally brings me right to where I work, is biking down Bygdøy allé towards Solli Plass, and then through Slottsparken towards the city. It’s a comfortable route because it’s mostly straight lines, or downhill. The way back requires a bit more effort, but you feel like you’ve had a good workout by the end of it. If you are new to the city, I would highly recommend purchasing one of these cards. They only cost 80 kroner and last up to sixmonths, so it’s an investment worth making.

I’ve also taken up jogging while here. Well, actually my previous vacation spent in the land of blissfully good food, Italy of to be precise, made that decision for me, but I am in fact starting to enjoy it. I usually jog in the Frogner Park, because I find if you have to suffer, you might as well suffer in a beautiful place, and also because lots of people jog there, so you don’t feel alone. Also, Gustav Vigeland’s famous statues in the park are always there to keep you company.

As for my former souvenir shop colleagues, they’ve become good friends, and I still see them quite often when I’m here. They are still the crazy bunch they were a year ago, god bless!

And as for me, I can now confidently say that this city is starting to grow on me, and I must admit, I love the feeling of familiarity.

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01 luglio 2010

Tutti i colori della Norvegia

L'Ambasciatore d'Italia in Norvegia, Antonio Bandini

TUTTI I COLORI DELLA NORVEGIA
Una terra ricca di luoghi incredibili in cui la natura si offre in modo spettacolare. Non è un caso che per gran parte dell’anno la Norvegia sia una meta ambita per viaggi e vacanze. L’ambasciatore italiano a Oslo Antonio Bandini, svela i segreti di una terra avvolta dalle leggende
di Niccolò Mulas Marcello

Mete Grand Tour, giugno 2010
Un Paese affascinante, misterioso, attraversato prevalentemente da montagne che si gettano nel mare dove le frastagliate insenature dei fiordi creano spettacolari paesaggi unici al mondo. La Norvegia è un luogo dalla natura aspra e selvaggia che costituisce veramente il confine d’Europa. La storia italiana incontrò quella norvegese quando nel 1432 il mercante veneziano Piero Querini nel costeggiare il Portogallo venne spinto dal mare burrascoso alle isole Lofoten.
Da allora la maggior parte dello stoccafisso prodotto nelle isole norvegesi è esportato proprio in Italia. «L’identità e la storia della Norvegia – spiega il neo ambasciatore Antonio Bandini – sono fortemente legate al mare, che è anche la via preferenziale per lo scambio interculturale».

Il suo incarico di ambasciatore a Oslo è partito da poco. Qual è stato il primo impatto con la città?
«Quello climatico: la sera del 3 maggio splendeva il sole (fino alle undici!) ma la mattina del 4 l’aria era piena di fiocchi bianchi.
Mia moglie e io pensavamo che fosse polline, invece era neve. Oslo ci è apparsa subito gradevole e accogliente, pulitissima, silenziosa e piena di fiori dovunque. Ben poche le automobili, il traffico ricorda il nostro di mezzo secolo fa. Ma naturalmente il motivo è che ci sono mezzi pubblici efficienti, tante biciclette e una polizia del traffico che non perdona. E poi la gente è molto garbata e accogliente, dà quasi l’impressione di esserti grata per esserli venuti a trovare quassù, ai limiti delle civiltà e dei ghiacci eterni. Ma basta un po’ di sole e Oslo si trasforma: le strade si riempiono di gente, la baia di barche a vela e i bar all’aperto diventano sovraffollati. Infine una gradita scoperta: l’acqua nel bellissimo fiordo è molto più calda di quanto si possa pensare e una bella nuotata nordica è a portata anche di freddolose sensibilità mediterranee».

Che idea si è fatto della cultura norvegese?
«L’identità e la storia della Norvegia sono fortemente legate al mare, che non solo è sempre stato una fonte inesauribile di approvvigionamento e di trasporto di mercanzie, ma anche la via preferenziale per lo scambio interculturale con il mondo esterno che ha plasmato l’immagine della nazione scandinava sia all’interno che all’estero. I norvegesi vivono da sempre quasi in osmosi con la natura, con la quale hanno un rapporto profondo che traspare nella loro produzione letteraria e artistica. I norvegesi amano essere il più possibile vicini alla natura e sono uno dei popoli europei dove, forse proprio per contrastare i condizionamenti climatici inevitabili per chi si trova a oltre 60° nord, praticare attività sportive e ricreative all’aperto è un vero stile di vita».

Quali sono i luoghi storici più interessanti che ha scoperto visitando la Norvegia?
«A Trondheim, nella Norvegia centrale, la Cattedrale di Nidaros, una delle più belle chiese in stile romano-gotico della Scandinavia, la cui realizzazione, iniziata intorno al 1070, fu terminata intorno al 1320. Del complesso della Cattedrale fanno parte anche il palazzo arcivescovile e la cripta dove sono esposti i tesori della Corona Norvegese. A Bergen, la maggiore e più importante città norvegese nel Medioevo, c’è l’antico quartiere anseatico di Bryggen. Considerata la “capitale dei fiordi”, Bergen ebbe una grande importanza dal Duecento e nei secoli successivi per la sua appartenenza alla Lega anseatica e dal suo porto veniva esportato in tutta Europa lo stoccafisso che arrivava dalle isole Lofoten. Gli antichi edifici in legno, che ospitavano le case dei mercanti e i magazzini per le merci, sono ora nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. E nella stessa lista si trovano le antiche incisioni rupestri di Alta, nella Norvegia settentrionale, databili tra il 4.000 e il 500 a.C., e la parte vecchia della cittadina mineraria di Røros nella Norvegia centrale, una delle pochissime in Europa a essere interamente realizzata in legno».

Il paesaggio norvegese offre scorci di rara bellezza che non si possono trovare in nessun altro luogo. Se dovesse consigliare un percorso attraverso la Norvegia quali luoghi indicherebbe?
«Vorrei citare due viaggi in treno che forse non sono così noti ai turisti,ma che meritano di essere vissuti: il primo, di poco meno di due ore, è il tratto ferroviario della Raumabanen che collega, seguendo il corso del fiume Reuma e passando per ben 32 ponti, la località di Dombås, nel cuore della Norvegia, a quella di Åndalsnes sulla costa occidentale; il secondo, di circa un’ora, collega Bjørli a Åndalsnes. Sono due brevi,ma emozionanti viaggi che ti portano a diretto contatto con l’essenza della natura norvegese nell’incontaminata valle di Romsdal. Il paesaggio è straordinario e ricco di contrasti:montagne altissime e innevate, tra cui la Trollveggen (la parete dell’orco), la parete rocciosa più ripida d’Europa, vasti altopiani dove vivono folte mandrie di renne selvagge, verdissimi e rigogliosi fondi valle. Insomma, come dice il nome di uno dei giri turistici più popolari in questo Paese,“la Norvegia in un guscio di noce”. Bisogna solo ricordarsi che per motivi climatici la Raumabanen è aperta solo nella stagione estiva».

I percorsi turistici si sposano anche con i sapori enogastronomici del posto. Quali piatti e vini tipici ha scoperto?
«La tradizione culinaria norvegese deriva ovviamente dalle materie prime di cui il paese dispone, quindi pesce, carne, soprattutto di maiale e d’agnello,ma anche di renna e alce.
Uno dei piatti più caratteristici nelle regioni occidentali è la “pinnekjøtt”, carne d’agnello essicato, e a volte affumicato, cotta al vapore su bastoncini di betulla (i pinner, appunto). Altripiatti tipici della tradizione natalizia e reminiscenze di tradizioni antiche, anche se un po’“difficili” per il palato mediterraneo, sono il rakefisk, la trota fermentata; il lutefisk, il merluzzo ammollato nella soda e la smalahove e la testa di pecora o agnello salata e a volte affumicata. Tra i formaggi tipici vi sono il brunost e geitost, formaggio scuro di capra, diventato una specie di simbolo nazionale, e il gamalost, un formaggio fresco, con aggiunte di muffe e fermenti lattici, che risale all’era vichinga. Molto buoni, davvero, i frutti di bosco: fragole, lamponi,mirtilli rossi, verdi e gialli (i cosiddetti mirtilli artici). Bevande tipiche sono la birra, la più consumata e di cui esistono diverse varianti regionali, e l’acquavite, un liquore fermentato di patate e cereali, di cui una marca, la Linie Aquavit, è nota per attraversare l’equatore, in botti di quercia su navi norvegesi, in un viaggio di quattro-cinque mesi intorno al mondo che secondo gli esperti contribuisce a darle un gusto particolarmente pieno e corposo».

Quando è libero dagli impegni quali sono le zone di Oslo che frequenta con più interesse? Esiste uno scorcio della città al quale è più affezionato?
«Oltre alle splendide viste, d’obbligo, che si godono dalla collina di Holmenkollen a ovest e dalla collina di Ekeberg a est, uno degli scorci più suggestivi, nel cuore della città, è la vista della fortezza medievale di Akershus e del porto dai vecchi cantieri navali di Aker Brygge, ora convertiti in un centro pulsante di ristoranti, negozi e locali alla moda.
Suggestiva è anche la passeggiata lungo il fiume Aker nella vecchia zona industriale della capitale».

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10 giugno 2010

Scandinavian Grand Tour - Call for papers

Universitetet i Bergen
Institutt for fremmedspråk


Bergen, 19-20 novembre 2010

Scandinavian Grand Tour
Il lontano Nord visto dal Sud dell´Europa


Il Sud dell´Europa ha per lungo tempo visto la Scandinavia immaginandola come un luogo lontano ed esotico, un intreccio di miti, leggende e stereotipi. Dal Medio Evo all´epoca più recente scrittori nei loro viaggi immaginari e viaggiatori veri come Pietro Querini, Giuseppe Acerbi o Umberto Nobile hanno contribuito a rafforzare il mito del lontano e sconosciuto Nord. Questo incontro è concepito come un primo passo per creare una piattaforma di discussione e di condivisione di studi e ricerche sulla visione della Scandinavia da parte del Sud dell´Europa.

Call for papers

Si invita chi voglia partecipare ad inviare una proposta di comunicazione (in italiano o in inglese) di massimo 400 parole, indicando nome, titolo del contributo, istituzione, indirizzo email.
Tassa partecipazione: € 50 (studenti € 20)

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Scandinavian Grand Tour
The far North from the South-European point of view


South-European culture has often pictured Scandinavia as an exotic place, a mixture of myth, legend and cultural stereotypes. From the Middle Ages and onwards many writers and travelers while exploring the far North - such as Pietro Querini (15th century), Giuseppe Acerbi (1773-1846) or Umberto Nobile (1885-1978) - have contributed to the strengthening of this myth in their accounts of fantastic adventures. This workshop is planned as a first step to create a platform for discussing and sharing examples of South-European travel descriptions of Scandinavia, including travel guides.


Call for papers

Authors are invited to submit a max 400 word abstract (in Italian or English) by July 30, 2010, with name(s) of author(s), title of paper, affiliation, e-mail contact information.
Conference fees: € 50 (students € 20)

Inviare il proprio abstract a (entro il 30 luglio 2010)
Send the submission to (deadline July 30, 2010):
marco.gargiulo@if.uib.no e margareth.hagen@if.uib.no

08 giugno 2010

SI APRE AD OSLO IL IX CONVEGNO DEGLI ITALIANISTI SCANDIVANI

OSLO\ aise\ 8 maggio 2010 - Il prossimo 16 giugno si aprirà ad Oslo il IX Convegno degli Italianisti Scandinavi, evento organizzato dai Dipartimenti di italianistica delle Università di Oslo e di Bergen in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo. Durante le tre giornate del 16, 17 e 18 giugno, gli italianisti dell’intera area scandinava si incontreranno presso la prestigiosa sede dell’Università di Oslo per discutere sui recenti studi e sui diversi aspetti della lingua e della cultura italiana.
Numerosi gli interventi e le sezioni tematiche dedicate rispettivamente agli studi linguistici, letterari e culturali previsti dal fitto programma. Particolare importanza verrà dedicata al tema della "Identità nazionale italiana dall`Ottocento ai giorni nostri", in vista delle prossime celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, previste per il prossimo anno. I professori Andrea Battistini (Università di Bologna) e Pietro Trifone (Università di Roma "Tor Vergata"), entrambi invitati dall’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, parleranno rispettivamente del "Ruolo della Letteratura nella Formazione dell’Identità Nazionale Italiana" e della "Lingua Italiana e Identità Nazionale".
In apertura, la celebre soprano norvegese Elizabeth Norberg-Schulz, insieme alla pianista Silvia Cappellini Sinopoli e al noto attore italiano Enzo Decaro, presenterà al pubblico il concerto serale dal titolo "Il Grand Tour", organizzato dall’IIC presso la fortezza Akershus, di Oslo.
Attraverso i canti di Grieg ed i versi poetici di Henrik Ibsen e Bjørnstjerne Bjørnson, il concerto rivisita in chiave musicale parte delle tematiche affrontate dal convegno raccontando l`incontro dei tre artisti norvegesi, affascinati dalle idee risorgimentali e dalle lotte per unificare l’Italia, avvenuto a Roma tra il 1860 e il 1870.
I lavori del Convegno si chiuderanno con la Tavola Rotonda dedicata all’"Insegnamento della lingua italiana in Scandinavia" dove si discuteranno le problematiche legate alla diffusione e all’insegnamento della nostra lingua nei Paesi Scandinavi. (aise)